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Abstract

<jats:p xml:lang="it">La mostra nasce in un confluire di più anniversari, i quali, se anche possono sembrare lontani, sono in realtà spigolature di una stessa “realtà di resistenza”: se da una parte, infatti, si celebrano i cento anni della pubblicazione di Ossi di seppia, dall’altra vanno commemorati anche i cinquanta anni della nascita dell’Archivio Contemporaneo, fondato da Bonsanti nel 1975 proprio mentre Montale veniva insignito del Premio Nobel. Il percorso, sulle orme dei due direttori del Vieusseux e tra i nostri Fondi, viene a configurarsi, quindi, come una «via» che parte dall’edizione del 1925 degli Ossi, si espande attraverso la ricerca di una solare rinascita tra le pagine di «Solaria» per arrivare alla «speranza» della poesia montaliana e allo sguardo rivolto al futuro dell’Archivio; una linea condivisa che unisce tra loro queste due ricorrenze come immagini di una medesima storia; un tracciato perseguito in poesia e in cultura per tutta la vita sia da Montale che da Bonsanti e che viene descritto perfettamente proprio dalle parole di Eusebio: «la nostra riconoscenza va oggi a uomini come Amendola e Gobetti, Gramsci e Rosselli (per citare solo i nomi di quelli che ci hanno lasciato), scrittori d’azione e non artisti, che seppero indicarci con l’opera e con l’esempio la via che deve seguire un italiano universale, cioè un italiano di sempre, nelle ore dell’oscuramento e dell’errore».</jats:p>

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